A Corigliano una disfatta senza precedenti
La trasferta contro il Corigliano si è trasformata in una disfatta clamorosa, poiché è venuta a galla la pochezza caratteriale del Trento Berenice.
Complimenti quindi al Corigliano, che da squadra attrezzata ha dato una lezione alla nostre ragazze, mostrando a coloro che non lo avevano capito che lo sport è fatto di tenacia e di determinazione.
Ultimamente sembra che tra il gruppo l'agonismo sia passato in secondo piano e il Trento, forse credutosi "arrivato", ha pensato bene di basarsi unicamente sul tocco di palla e sulla tattica di gioco.
Effettivamente la Berenice ha impostato la partita in maniera perfetta, 1-0 alla fine del primo tempo, 3-0 dopo pochi minuti della ripresa, ma quando tutto sembrava finito... il crollo.
Personalmente credo che questi momenti di pura follia calcistica abbiano origini profonde che partono dall'atteggiamento pre partita a quello successivo alla gara, dalle sedute di allenamento all'atteggiamento nei confronti di una sconfitta.
Il tutto si potrebbe racchiudere in una sola parola, "mentalità", che può essere vincente o naturalmente perdente e questa parola sta alle basi di qualsiasi attività competitiva.
La mentalità non è unicamente l'atteggiamento che si tiene durante l'incontro, ma un modo di vivere l'evento prima, durante e dopo.
La delusione è una componente essenziale di un dopo gara fallimentare che può dare i giusti stimoli per le successive competizioni e creare un atteggiamento autocritico indispensabile per gli atleti che vogliono arrivare.
Quando la delusione viene sostituita dalla volontà di dimenticare e dalla convinzione che ormai non si torna indietro, probabilmente autocritica e voglia di riscatto non possono essere attuate.
Nel calcio femminile purtroppo questi concetti faticano ad essere capiti e forse anche per questo motivo questa disciplina stenta a decollare.
«Personalmente in questa stagione ho capito che il mio vecchio pensiero - dice Roberto Genta - a volte minato da tentativi invasivi era quello corretto. L'essere deluso e soffrire per una sconfitta è parte della vita di uno sportivo, il voler dimenticare e il non dare peso all'accaduto è l'atteggiamento tipico e giusto di un gruppo amatoriale che poco stimola chi crede e lavora in questo mondo».