Gol tolto e lotteria dei rigori: Union Trento salvo, Lavis giù
Spareggio deciso dai tiri dal dischetto dopo 120' senza reti, ma a beffare i rossoblù era stata prima una clamorosa topica arbitrale.
Union Trento in Eccellenza, Lavis in Promozione: questi i verdetti scaturiti dallo spareggio del Briamasco di domenica sera davanti a quasi 2500 spettatori, un numero record per la categoria a queste latitudini. Ma non sono bastati i novanta minuti canonici, e nemmeno i tempi supplementari per sbloccare lo 0-0 in un match intenso, tirato e invero poco spettacolare come d'altronde spesso capita quando la posta in palio è di quelle pesanti.
E' toccato dunque ai calci di rigore definire la sorte delle due compagini e lì il verdetto è stato assai più rapido: quattro tiri per parte, tutti realizzati quelli dell'Union Trento, due soli per il Lavis. Così il sipario è calato lasciando Melone e compagni a festeggiare e i rossoblu a disperarsi per quella che per loro è la seconda retrocessione di fila.
Per la società di Ravina dunque c'è stato il lieto fine dopo una stagione partita fra mille proclami e ambizioni e finita invece fra tanti, autentici quanto inaspettati patemi. Percorso opposto a quello del Lavis che ad un avvio a fari spenti ha fatto seguire una risalita vigorosa sfociata nel riaggancio alla trentesima giornata. Lo spareggio, o meglio i tiri dal dischetto hanno poi scritto la parola fine, ma non tutto è stato lineare nel match del Briamasco.
Per dovere di cronaca non si può infatti tacere di quanto accaduto all'ultimo dei novantatrè minuti di gioco, allorquando a metterci lo zampino è stato l'arbitro Armellini della sezione di Arco/Riva, sino a quel momento protagonista di una ottima direzione di gara. In occasione di un calcio d'angolo dalla destra, battuto a rientrare da Kumrija nell'area piccola, è saltato coi tempi giusti Faes che ha inzuccato perentoriamente in gol. Era l'1-0 per il Lavis, praticamente la salvezza visto che non ci sarebbe stato neppure il tempo di battere la palla al centro.
Ma Armellini, sorprendendo tutti, in contemporanea al colpo di testa del centrale rossoblù aveva fischiato l'interruzione del gioco cogliendo una qualche irregolarità sfuggita all'intero stadio. Gol annullato, punteggio invariato e soluzione rinviata al finale che si conosce, col comprensibile disappunto di tutto l'ambiente lavisano.
Le immagini successivamente dimostreranno che non vi era stato alcun fallo, il gol era regolarissimo e l'unico motivo plausibile per fischiare poteva essere l'errata interpretazione di un contatto fra Pancheri e il suo portiere Melone, contatto cui i giocatori del Lavis erano del tutto estranei. Probabile che l'arbitro abbia inteso fischiare il classico "fallo di confusione" come spesso accade sulle palle ferme in aree affollate. Stavolta però a far confusione è stato solo il direttore di gara: insomma una topica arbitrale clamorosa che ha condannato irrimediabilmente i rossoblu graziando l'Union Trento da una retrocessione senza scampo.
Abbagli che non si vorrebbero vedere mai, che invece fanno parte del calcio e quando accadono vanno sopportati.
Al Lavis resta ora una sola, residua speranziella per evitare la discesa in Promozione: che il Levico Terme riesca a compiere l'impresa di superare due turni nel tabellone play-off riservato alle seconde classificate dei 28 campionati di Eccellenza, guadagnandosi in questo modo la serie D. Ciò aprirebbe le porte ad un ripescaggio al quale la società del presidente Rosa potrebbe ragionevolmente ambire considerando i meriti sportivi acquisiti negli ultimi tre anni.
Una strada lunga e tortuosa, certo, ma l'unica ancora plausibile. Se ne saprà di più a partire da domenica prossima quando in viale Lido arriverà il Calvairate Milano per l'andata della semifinale, il cui retour match è fissato per il 31 maggio. Nell'eventuale finale (7 e 14 giugno) l'undici di Stefano Manfioletti troverebbe poi la vincente fra i romani del Certosa e i piacentini del Fiorenzuola. Il Levico ci prova, il Lavis ci spera.