Levico kappao e la Virtus vede la meta. Comano sempre più su
Harahiri a Lavis dell'undici di Manfioletti: ora anche la seconda piazza è a rischio coi gialloneri che pressano. In coda lotta serrata a quattro
La ventisettesima, quart’ultima tappa del campionato d'Eccellenza ha costituito probabilmente lo snodo decisivo della corsa di vertice, e lo ha fatto nel modo più inatteso possibile.
Il passo falso del Levico Terme, sesto della stagione, terzo dell'era Manfioletti, ha cambiato radicalmente gli equilibri. Dopo otto mesi di rincorsa, culminati con l’aggancio virtuale a un solo punto dalla capolista, la squadra del lago è inciampata proprio sul più bello cedendo 2-1 al Mario Lona di Lavis. Un ko pesantissimo, non solo per il risultato ma per il contesto: ancora una volta in superiorità numerica per larga parte della gara (dal 18’ del primo tempo per l’espulsione di Faes), e di nuovo incapace di trasformare il vantaggio in moneta sonante. Un cortocircuito tecnico e mentale che si era già registrato a metà marzo a Comano quando dal 42' del primo tempo giocò con l'uomo in più (fuori Sebastiani per doppio giallo) eppure finì travolta (5-1) dai giudicariesi: un replay incredibile che si materializza nel momento meno opportuno del torneo.
Dall’altra parte, la Virtus Bolzano ha fatto invece esattamente ciò che deve fare una capolista: ha sofferto, è andata sotto, ma poi ha ribaltato con personalità una partita complicata al Quercia di Rovereto. Il 2-1 finale è il segnale più chiaro: checché ne dica qualcuno, non senza malizia, la squadra ha bello e chiaro in mente il suo obiettivo ed è in possesso di quella solidità e quella convinzione che spesso fanno la differenza nei rettilinei finali. Il +4 a tre giornate dalla fine sa già di ipoteca molto pesante sul titolo e sul passaggio di categoria.
Dunque mentre il campionato sembrava destinato a un testa a testa fino all’ultima curva, ecco che da domenica si è inserito con forza nello sprint il Comano Terme Fiavé. Il 3-1 sull’Union Trento Ravinense è l’ennesima conferma di una formazione davvero trasformata nel girone di ritorno: continua, concreta, ormai certa del podio. E soprattutto ora distante appena un passo dal secondo posto! Il primo, che sta cinque punti più in su, non è preso in considerazione ma l'ammissione ai play off nazionali è lì a pochi metri da Ceraso e i suoi guerrieri: per una realtà che a metà stagione galleggiava quasi nell’anonimato del centrofila, si tratta di una crescita impressionante. Ora ai gialloneri mancano 270 minuti ed un sorpasso per firmare quello che sarebbe il miglior piazzamento della loro storia.
In coda, invece, i risultati di domenica hanno tracciato definitivamente i confini della zona minata. Il successo netto del San Paolo sulla Benacense, quello preziosissimo già citato del Lavis e il pareggio del Valle Aurina contro il Termeno hanno mandato un messaggio chiaro: la lotta per evitare il terz’ultimo, bollente, posto è ristretta a quattro squadre comprese fra i 30 e i 32 punti. Le altre sono troppo avanti per farsi risucchiare anche se lo scorso anno ha insegnato che non bisogna mai dire mai (ricordate l'Anaune retrocessa a 37 punti?).
A pagare il prezzo più alto di giornata è stata ancora una volta l’Union Trento caduta pesantemente a Comano: il team di Ravina dà netta l’impressione di essere entrato in una pericolosi fase di catalessi, condita da quei malumori e preoccupazioni che sempre accompagnano le crisi non preannunciate. La classifica è cortissima, il calendario parrebbe dare una mano ma le sensazioni contano, e in questo momento non sono tranquillizzanti per Melone & compagni che nel girone discendente viaggiano a 0,67 punti a gara di media...
Tre turni alla fine, dunque, e scenari ribaltati: il titolo che pareva in bilico sembra scivolare decisamente verso Bolzano, il secondo posto è tutt’altro che assegnato e la corsa salvezza si profila incandescente per quattro compagini fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Da osservatori, ci sarà da divertirsi.