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Eccellenza

Il campionato visto dagli allenatori: Fredy Poli

Continua la nostra serie d’interviste agli allenatori del Campionato d’Eccellenza. Dopo Manfioletti questa volta abbiamo sentito Fredy Poli, mister del Mori. La sua squadra è terz’ultima in classifica, ma non tutto è perduto. Di questo, Mister Poli, ne è convinto. L’allenatore, debuttante nel campionato d’Eccellenza, fa il punto sul cammino della propria squadre e non solo.

«È decisamente al di sotto delle aspettative il campionato del Mori S.Stefano e gli obiettivi prefissati a inizio stagione non sono ancora stati raggiunti» – A dirlo è Ferdinando Poli, mister della squadra lagarina, meglio conosciuto come Fredy. Ed è piuttosto amareggiato per una terzultima posizione in classifica, al termine del girone d’inverno che non rispecchia le reali potenzialità di questa rosa. Anche se Mister Poli non è uno che ama piangersi addosso. Anzi, con l’ottimismo che lo contraddistingue, prosegue: «Il campionato è ancora lungo e, soprattutto, la classifica è corta. Tra la sesta posizione (Alense a quota 22) e la prima della zona salvezza (Arco a quota 18), ci sono solo quattro punti di distanza. Il Mori è una squadra che vale molto, solo che ancora non l’ha dimostrato, anche perché la stagione fino ad ora è stata minata da parecchi infortuni».

Quali obiettivi vi eravate posti assieme al presidente Chizzola?
«Non abbiamo mai pensato di fare un campionato di vertice, piuttosto di disputare delle partite discrete tenendoci sempre entro la tredicesima posizione, quella di salvezza. Al termine del campionato mancano ancora quindici partite e credo che ci siano ampie possibilità di recupero. Comunque ripeto, a nostra discolpa, che gli infortuni non ci hanno aiutato, perché hanno causato un continuo cambio di giocatori. La fiducia non mi manca».

Mister, ha mai avuto paura dell’esonero in questi mesi?
«No, sul serio, perché ho fatto il possibile con i mezzi e gli uomini che avevo a disposizione. È pur vero che questo è l’anno del mio debutto in Eccellenza (Poli ha alle spalle alcune stagioni con gli juniores nazionali del Mezzocorona) e come tale il più rischioso. La società conosce la situazione e mi ha sempre dimostrato solidarietà. Adesso siamo pronti a cambiare marcia».

Chi vincerà il campionato, secondo lei?
«Il Bolzano. È in testa alla classifica ed ha già dimostrato di essere la squadra più forte. Innanzitutto grazie anche all’ottima organizzazione societaria ed in secondo luogo per merito della buona rosa di giocatori. Nei prossimi mesi mi aspetto comunque una rimonta da parte del Merano, che al momento è in seconda posizione e distanziato di soli tre punti. Non dimentichiamoci che potrebbero cominciare, per così dir, ad “attaccare” anche squadre come la Benacense e il Rovereto, che pur vantano ottimi giocatori».

Come mai quest’anno le squadre trentine fanno così fatica in campionato?
«Il Bolzano si è meritato in tutto e per tutto la vetta. Per le trentine, credo che ci siano diversi motivi. Nel mio caso specifico, ad esempio, abbiamo accusato tanti infortuni nei mesi scorsi e quindi abbiamo dovuto utilizzare parecchi ricambi. Altre invece, come l’Arco, il Vallagarina e l’Albiano, hanno dovuto pagare il “dazio” della retrocessione dalla serie D, cioè hanno dovuto cambiare completamente gli organici. Ma avranno tempo di riprendersi nella seconda parte di stagione».

Quindi è meglio non arrivare nemmeno alla serie superiore, ma limitarsi a disputare un buon campionato d’Eccellenza?
«Se una squadra ha voglia di fare il salto di qualità ed approdare in serie D, deve avere in mente un programma ben definito. Non si può arrivare “sprovvisti”, perché il salto è di notevole qualità, sia dal punto di vista del livello tecnico, sia da quello economico.
Se non si è preparata una pianificazione adeguata, la “toccata e fuga” in serie D può essere dannosa ».

Il miracolo Mezzocorona può insegnare qualcosa alle altre società regionali?
«Certo che sì. Più squadre ad alto livello ci sono, più sono le speranze che anche il calcio locale possa crescere. Riconosco che la compagine rotaliana è supportata da un’ottima organizzazione. Posso dirlo con cognizione di causa, perché anch’io vengo da quell’ambiente, dato che per tre anni ho allenato le squadre juniores nazionali dei gialloverdi».

Ci indichi i migliori giocatori di questo campionato…
«È impossibile non citare Luca Bonazza, non solo perché è un mio giocatore. Da anni, infatti, domina la classifica dei bomber ed è attualmente in testa. Se la vincesse vorrebbe dire che anche il Mori si è ripreso bene. Lo considero un giocatore completo, che potrebbe ben figurare anche in una categoria superiore.
Nelle altre squadre considero validi elementi Guerra del Merano, Caliari del Mori, il difensore Franzoso del Merano... ma ce ne sarebbero tanti altri».

E tra i giovani?
«Ho visto bene il centroavanti Fabio Bertoldi, classe 1988, del Merano. L’ho visto bene in parecchie partite e secondo me ha ancora margini di miglioramento».

Autore
Silvia Gadotti
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