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Eccellenza

Il campionato visto dagli allenatori: Manfioletti

Vacanze finite per tutte e 16 le protagoniste del campionato d’Eccellenza. Quasi tutte hanno ripreso la preparazione in vista del girone di ritorno, che inizia il 3 febbraio. Abbiamo pensato di fare il punto della situazione facendo due chiacchiere con gli allenatori dei queste squadre, ai quali abbiamo posto alcune domande comuni. Cominciamo con Stefano Manfioletti, mister del Bolzano.

Stefano Manfioletti
Stefano Manfioletti

Il girone d’andata si è concluso con il Bolzano in testa alla classifica a quota 31. Dopo un avvio stentato l’undici biancorosso, campione d’inverno con 3 punti di vantaggio sul Merano e ben sette sul terzetto in terza posizione formato da Brixen, Rovereto e Benacense, è consapevole che l’obiettivo promozione sta lentamente prendendo forma, anche se il cammino da compiere è ancora lungo.
Non c’è da stupirsi più di tanto: dopo la retrocessione dello scorso anno, il presidente Franco Murano ha allestito una squadra di categoria superiore con l’obiettivo di vincere e approdare nuovamente in D ed ha messo alla guida Stefano Manfioletti, alla sua seconda stagione con la compagine bolzanina, che il massimo torneo regionale l’ha già vinto quattro volte, due con l’Arco, una con il Mezzocorona ed un’altra con il Porfido Albiano, appena due stagioni fa.
Nella parte bassa della classifica troviamo le due neo-promosse Condinese e Virtus Don Bosco. Poco più avanti, Mori, Vallagarina, Arco e San Paolo, ma al di sotto delle prestazioni degli scorsi anni.
«Sono soddisfatto di come stanno andando le cose – è il commento del mister biancorosso – siamo in linea con gli obiettivi che ci eravamo posti. Adesso la stagione si fa più dura, perché nel campionato d’Eccellenza tutto può succedere. Ci sono tante altre squadre che possono ambire alla vetta della classifica, come il Merano, che si trova in seconda piazza, oppure il Rovereto, attualmente al quinto posto, e la Benacense, al quarto».

Mister, come mai le squadre trentine, quest’anno, facciano più fatica di quelle altoatesine a mantenersi nella zona alta della classifica?
«La maggior parte delle squadre bolzanine, non sono nuove al campionato d’Eccellenza e da un anno all’altro non hanno variato più di tanto la rosa dei giocatori, salvo qualche acquisto o cambio.Un discorso completamente diverso va fatto per squadre come l’Arco, il Vallagarina e l’Albiano: retrocesse dalla serie D al termine della scorsa stagione, quest’anno si ritrovano nella parte bassa della classifica d’Eccellenza. Secondo me perché hanno rivoluzionato per intero la squadra, cambiando i propri organici. Adesso è per forza necessario del tempo per ritrovare l’affiatamento. Quanto poi agli infortuni di alcuni giocatori… beh, contro quelli non ci si può fare niente, se non allestire una buona panchina».

Ma allora, sarebbe meglio evitare di vincere l’Eccellenza, per non trovarsi in un difficile campionato di D?
«Non è proprio così. Sportivamente parlando, l’obiettivo di qualsiasi squadra è di giocare in una categoria superiore dando il meglio. La serie D arricchisce ed è indispensabile per far crescere il calcio regionale. Dico solo che la continuità di una rosa di giocatori validi e la costanza delle stagioni sono due carte vincenti per disputare un buon campionato. Se mancano queste due elementi le cose si complicano».

In questo senso il Mezzocorona è un esempio da seguire?
«Credo proprio di sì. Mi è piaciuta la gestione di questa squadra che ha formato fin da subito una rosa di giocatori, giovani e molto motivati, con ampi margini di miglioramento. La formazione ha acquistato credibilità negli anni, gli atleti imparano sul campo, ed i risultati danno ragione a questa strategia».

Mister, ci indichi il miglior giocatore per ruolo di questo campionato…
«Escludendo i miei atleti perché altrimenti sarei di parte, tra i migliori metto il portiere Ferdinando Antino, del Merano. Lo considero un valido elemento, che ha dimostrato continuità nell’arco di tutta la stagione. Quanto agli emergenti mi è piaciuto molto Enrico Rossi, centrocampista del Merano, completo da tutti i punti di vista, ma anche il difensore Günther Agreiter del San Giorgio, un ragazzo poco appariscente, ma in grado di fare la differenza. Tra gli attaccanti vedo bene Davide Tisi della Benacense, in attesa che si riprenda dagli infortuni Fabio Bertoldi del Merano».

Secondo Lei, chi vincerà la classifica marcatori?
«Beh, se dico il nostro Mariano Gadea sarei di parte, ma credo che possa fare molto bene anche nella seconda parte del campionato. Su tutti, però, spicca anche quest’anno Luca Bonazza del Mori, che è una garanzia».

Autore
Silvia Gadotti
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