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Serie D

Il Trento cade ma rimane in scia della capolista Colognese

Il rammarico. Il Trento dopo cinque giornate è secondo in classifica, ad un solo punto dalla capolista Colognese. Ad agosto, probabilmente ogni tifoso aquilotto avrebbe firmato per un inizio di campionato su questi livelli della rinnovatissima compagine gialloblù. Invece all'indomani della quinta gara di campionato, in casa Trento ci si mangia le mani. Un rammarico che nasce dall'inattesa sconfitta casalinga con il Villafranca, fino a ieri ultimo della fila ma tutt'altro che squadra materasso del girone. Come si sa, con i «se» e con i «ma» non si fa la storia, ma è facile calcolare che se Pontalti e compagni fossero riusciti a centrare il bottino pieno, ora il Trento guarderebbe tutti dall'alto in basso, fatto che fuori dagli angusti confini regionali non si verifica ormai da un lustro.

L'appuntamento prestigioso. Una ghiotta occasione per rifarsi dell'inopinata caduta al «Briamasco» arriva già domenica prossima: teatro, una volta tanto, non sarà uno dei tanti campetti di periferia dove gli aquilotti sono stati costretti troppo spesso a giocare negli ultimi anni, bensì il «Martelli» di Mantova, stadio che 25 anni or sono vide il Trento conquistare per l'ultima volta la C1 nello storico spareggio con l'Ospitaletto. Quale occasione migliore, quindi, per riscattarsi e dimostrare che le alte sfere della classifica non sono un miraggio per la compagine di Manfredini, d'altronde il blasone della società cittadina obbliga i gialloblù a recitare un ruolo da protagonisti nella quinta serie nazionale.

La brusca caduta. Tornando alla partita di ieri, a caratterizzare la gara dei trentini è stata soprattutto la confusione di idee che abbinata ad un paio di ingenuità difensive ha lasciato gli aquilotti a bocca asciutta. Già al 13' una disattenzione della retroguardia di casa lascia strada libera allo stopper ospite Schena, che devia in rete una punizione di Gottoli. Lo stesso centrocampista veronese a 10' dal termine dagli undici metri deciderà la contesa, sfruttando appieno un calcio di rigore concesso (generosamente?) per il fallo di Buono su Nalini. In mezzo ai due episodi, una reazione non troppo ordinata del Trento, trainato dal solito Perrone, sempre al centro delle tante, ma spesso disordinate, azioni gialloblù. Il momentaneo pareggio, siglato alla fine del primo tempo, porta la firma proprio del numero undici di casa, che con un beffardo tirocross batte Perensson. Per raddrizzare definitivamente la situazione nella ripresa si vede in campo anche il colpo del mercato estivo Eder Baù, ancora non al top della condizione. Come detto, le intenzioni di ribaltare il risultato sono state però vanificate dal penalty concesso agli ospiti, dopo il quale agli aquilotti manca la lucidità necessaria per rialzarsi di nuovo.

La situazione del Girone B. Dando un'occhiata ai risultati del girone, finisce con un nulla di fatto il big match tra Pontisola e Colognese, ora in vetta da sola con 11 punti. Fa un bel balzo invece il Cantù San Paolo, che con la vittoria sul Castelnuovosandrà sale al secondo posto a fianco degli aquilotti. I veronesi vengono così raggiunti dal Mantova (che espugna il sempre difficile campo della Virtus Vecomp) a quota 9, mentre a 8 punti sostano Darfo Boario (sconfitto 1-0 ad Olginate), Pontisola, Voghera e Legnago, queste ultime protagoniste di un rocambolesco 4-4. A 7 punti salgono Insubria (corsara a Solbiate) e Caratese (che supera la Castellana). Completa il quadro il pareggio tra Alzano (nuovo fanalino di coda) e Castiglione.

Il futuro societario. Intanto a Trento tengono banco le voci che ormai da mesi si rincorrono per quanto riguarda la stanza dei bottoni di via Sanseverino. L'avvento al timone di Pino Iaquinta, il padre dello juventino iridato Vincenzo, sembra ormai imminente, anche se il presidente Marco Fattinger annuncia che rimarrà comunque in società. I tifosi gialloblù attendono sviluppi positivi, e soprattutto una futuro solido per la propria squadra del cuore, per la quale le trasferte in stadi come il «Martelli» dovrebbero essere la normalità, e non l'eccezione.

Autore
Angelo Zambotti
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