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Solotrento.it a tutto campo con Marco Melone

Riportiamo integralmente la bella intervista realizzata da solotrento.it al tecnico aquilotto Marco Melone alla vigilia dei playoff extra-regionali che potrebbero regalare ai gialloblù il tanto desiderato pass per la serie D.

Marco Melone è uno di quei nomi che, nella memoria condivisa del tifo aquilotto, avrà sempre una sua precisa collocazione, prima come tifoso di spicco e sostanza (e che sostanza!), poi allenatore e  infine addirittura come totem salvifico quando, emulo di un altro grande aquilotto come Ciccio Maraner, si è buttato anima e corpo nella gestione ad ogni livello di una squadra allo sbando e di una società che non aveva più alcuno spiraglio e con i giorni contati, svuotata di ogni energia e valore dalla cura di dirigenze inette e dannose. Lo si può apprezzare o meno per il gioco e per i risultati sul campo ma di certo ogni tifoso gialloblu sa nel suo intimo che se il Trento vive ancora e si trova ad avere un orizzonte di speranza, lo deve alla caparbietà di questo personaggio, alla sua determinazione nel voler provare ogni strada possibile per non far morire 90 anni di storia aquilotta. Lo incontriamo in un pomeriggio piovoso e carico di nubi, in un pub della periferia per una lunga chiacchierata che ci eravamo da tempo ripromessi di fare a quattrocchi, in vista degli imminenti play off per ritrovare una agognata serie D, che una volta vedevamo come l’inferno ed ora ci appare come una rinascita.  

Solo Trento - Marco, siamo all’epilogo di un’altra stagione di sofferenza per i nostri colori. Dopo l’ennesima rovinosa retrocessione in Eccellenza regionale, quella che già a luglio sembrava una situazione difficile,  a dicembre si è poi trasformata in una situazione disperata nella quale il Trento sembrava alla soglia dell’ennesimo fallimento, con tanto di avvoltoi che attendevano di raccoglierci col cucchiaino. Cinque mesi difficili, dove fare calcio era un’impresa titanica e dove nessuno all’interno del gruppo si sentiva parte di un progetto.
Marco Melone -  Sì è stata un’annata vissuta intensamente e non è ancora finita. Ce l’abbiamo messa tutta per restare aggrappati al vertice della classifica, ma per vincere ci vuole tranquillità, consapevolezza nei propri mezzi e bisogna sentirsi parte di un gruppo. Abbiamo arrancato, non  riuscendo a tenere il passo della capolista, ma siamo rimasti a galla nella speranza che qualcosa cambiasse.

Solo Trento -  E qualcosa è di certo cambiato, come diciamo spesso a tifare per le Aquile non ci si “annoia” mai…
Marco Melone - A dicembre si realizza la svolta insperata e l’arrivo di Piervittorio Belfanti che pone fine ad una serie di voci e di progetti da salvatori della patria senza rischi, senza soldi, ma con tanta gloria. Intenzioni e chiacchiere andate in fumo ma per chi fino a quel giorno aveva sputato sangue per salvare la storia calcistica della città è stato invece uno spiraglio di luce, la speranza di poter credere in un futuro, l’entusiasmo di avere un obbiettivo da raggiungere.

Solo Trento – Nel frattempo però qualcosa si è incrinato,  nella tifoseria e tanta tensione e tante delusioni hanno creato un rigetto da stanchezza
Marco Melone - Il tifo Gialloblu è stufo e non ha più voglia di essere deluso e umiliato. Tanti anni di disfatte hanno sfaldato i gruppi organizzati e allontanato dalle tribune i tanti sostenitori del Trento, disperdendo un capitale che  nessun'altra società in regione può e potrà  mai vantare. Abbiamo disputato il girone di ritorno in un desolante quanto comprensibile silenzio, senza mai perderci d’animo però, nella speranza di tornare ad entusiasmare un ambiente che è certo sfiduciato quanto affamato di successi. Tutti sanno quanto io abbia questi colori nel sangue e non ho mai rinnegato i miei trascorsi sulle tribune del Briamasco, tra di voi sostenitori più caldi. Nella domenica in cui abbiamo affrontato il Maia Alta, ero sul prato a seguire la squadra mentre faceva riscaldamento. Sentivo i cori dei tifosi altoatesini e guardando l’orologio pensando tra me e me “E’ ancora presto, forse oggi i ragazzi della Sud arriveranno numerosi per sostenerci”. Purtroppo mi sbagliavo, questa volta non c’era silenzio ma i cori non erano quelli che tutti noi avremmo voluto sentire.

Solo Trento – Sì certo, è normale rimanere delusi ma la tifoseria davvero non ne può più e non è certo un incontro da calcio agricolo e con queste tifoserie che si rianima la Sud. La dirigenza attuale non ha mai avuto il piacere, finora, di vedere una Sud come si deve, pagando incolpevole il conto salato dei danni delle dirigenze che hanno preceduto creando danni incalcolabili di immagine e credibilità. La tifoseria quest’anno ha deciso che è arrivato il momento di ricevere, prima di dare. E’ di certo un cane che si morde la coda ma è così.
Marco Melone – Capisco ma non condivido, è arrivato il momento, secondo me di  ricompattarsi. Fra tre settimane affronteremo la semifinale degli spareggi per le seconde classificate, contro una squadra lombarda (Desenzano o Travagliato, NdR). Sarà un impegno difficile ma noi ci crediamo, ci crede il sottoscritto, ci crede la proprietà, ci crede la squadra. Vogliamo giocarci l’opportunità di riportare la squadra in serie D e vogliamo farlo con l’entusiasmo e l’orgoglio che abbiamo nell’indossare questi colori. Lotteremo anche nel silenzio del Briamasco, questo è certo, cercando di conquistare sul campo una soddisfazione anche per chi non ci sarà. Ma so come batte il cuore Gialoblu di questa città, conosco l’orgoglio di questa gente e di questa tifoseria. So che quando c’è da lottare insieme alla squadra nessuno fa un passo indietro. Siamo critici e incazzati ma che nessuno ci critichi e ci faccia incazzare! Quindi  il mio appello ai tifosi  ed alla città è semplice e diretto: dimentichiamo per una settimana, la categoria, i dispiaceri, le umiliazioni e ritroviamo l’entusiasmo di seguire la nostra squadra, dimostrando ancora una volta che non meritiamo questa categoria e che sappiamo amare questi colori come nessuno sa fare. Non so se riusciremo a regalare la soddisfazione che i tifosi meriterebbero, ma una cosa posso garantirla: daremo l’anima fino alla fine. Abbiamo bisogno del nostro pubblico, abbiamo bisogno del suo entusiasmo e del suo calore, abbiamo bisogno di sapere che non giocheremo solo per noi stessi! Riconquistiamo anche sugli spalti l’orgoglio gialloblu! Avanti le Aquile, assurdo pensare di batterci! 

Finiamo il giro di birre e i nostri occhi si incrociano. Quelli di Mr. Melone sono severi e pungenti, i miei sono carichi di orgoglio, comunque vada so che questo allenatore, che nel suo discorso caloroso e convincente viene interrotto più volte dagli avventori che lo salutano e lo spronano, ci crede davvero. Gli faccio capire che agli spareggi il sostegno dei tifosi non mancherà, nonostante l’assurdo calendario che prevede le trasferte infrasettimanali, di mercoledì. Non so quanti saremo, ma so che usciremo da qualunque tribuna senza voce perchè del nostro Trento non sappiamo far senza, in qualsiasi categoria.

(intervista tratta dal sito internet www.solotrento.it)

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