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La lettera aperta dei tifosi del Calcio Trento al sindaco

Riceviamo in redazione e pubblichiamo, di seguito, la lettera inviata oggi ai media e rivolta al sindaco scritta dalla redazione del sito internet specializzato www.solotrento.it, in merito alla situazione attuale della squadra aquilotta. I tifosi gialloblù sono molto preoccupati per questa difficile situazione della squadra, in campo ma prima di tutto in quanto a forza e tenuta della società.
Di seguito il testo integrale della lettera indirizzata al sindaco di Trento, Alessandro Andreatta.

Egregio Signor Sindaco, Le scriviamo ancora una volta in rappresentanza delle centinaia di tifosi ed appassionati del Calcio Trento che si riconoscono ed interagiscono sulle pagine del sito Solotrento.it. Sappiamo del sincero interesse da Lei dimostrato nel recente passato per la squadra della nostra Città, ma purtroppo i recenti avvenimenti ci costringono a chiederLe nuovamente attenzione.

L’attuale dirigenza si sta purtroppo dimostrando, come da noi paventato, assolutamente inadeguata a gestire le sorti di una squadra che non ha paragoni in termini di storia, blasone, tifosi e rappresentatività nella nostra regione, ed oggi questo è sempre più evidente sia dal punto di vista sportivo che da quello economico e manageriale esponendo i nostri colori e la nostra storia ad uno svilimento che non giudichiamo oltremodo tollerabile, il tutto nella stagione che ci porterà al novantesimo anniversario dalla fondazione.

Nonostante ciò dobbiamo registrare l’assoluto silenzio dei media e delle istituzioni di fronte a tanto scempio. Noi come tifosi sinceri da sempre andiamo dicendo che “una società di calcio è patrimonio sociale, culturale ed affettivo della comunità cui appartiene e dei propri tifosi, non semplice impresa economica di coloro che ne sono temporaneamente proprietari” e fedeli a questo principio crediamo che il primo cittadino della nostra Città abbia il dovere morale di schierarsi pubblicamente a difesa di tale patrimonio collettivo. Quello che Le chiediamo è di prendere posizione perché in questo momento come non mai riteniamo che restare a guardare sia equivalente ad essere complici di chi, sventatamente, con atti e parole, sta distruggendo 90 anni di storia gialloblu. A nostro avviso, due sono le opzioni che si trova a valutare: la prima è quella di farsi garante per provare a convogliare attraverso imprenditori locali le risorse economiche necessarie per subentrare alla guida della società, magari facendo riferimento anche a chi, a livello provinciale, sta facendo del marketing calcistico una bandiera cui destinare cospicue risorse. La seconda infinitamente più amara ma comunque dignitosa, quella di considerare chiusa la storia della compagine gialloblu facendo il possibile per evitare che gli attuali dirigenti possano ancora perseverare nel calpestare la nostra storia e la nostra dignità.

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