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Serie D

Quando la Caratese si trasforma nel Real Madrid

117 secondi di follia. Ogni tifoso aquilotto ha ripetuto più volte il numero 117 in questi due giorni che in tutto il resto della propria vita. In 117 secondi il Trento è riuscito nella non facile impresa di prendere tre gol. E non a fine gara, quando magari con il baricentro sbilanciato per cercare una rete si aprono autostrade agli avversari, quando la stanchezza la fa da padrona, quando ogni schema salta. All'inizio della partita.

Dubbi e perplessità. Al 2' pt, 3' pt e 4' pt Dalla Costa (Caratese) cita l'incredibile tabellino dell'altrettanto incredibile anticipo televisivo della settima giornata di Serie D. Chi sabato ha acceso la televisione con cinque minuti di ritardo avrà sicuramente strabuzzato gli occhi nel leggere il parziale. Chi invece ha indossato almeno una volta gli scarpini per cimentarsi nel gioco più bello del mondo sa bene che subire tre reti in un tempo così risicato è praticamente un'impresa. In molti si chiedono se dietro un crollo del genere ci sia nascosto qualcosa. Un dubbio più che legittimo, visto che il tifoso gialloblù è da decenni abituato a scoppole ed umiliazioni. La verità la potrebbero dire soltanto i giocatori, l'impressione diffusa è comunque che a Carate Brianza si sia proprio toccato il fondo.

La guida tecnica è all'altezza della situazione? Tre sberle a freddo, unite ad altrettante nella ripresa, con il Trento mai in gara e mai capace di dare almeno un segnale d'orgoglio. Giocatori fuori ruolo, disorientati, e senza una guida in grado di provare almeno a cambiare qualcosa. Questo si è visto nei novanta minuti di gara. Sul forum per antonomasia del tifo aquilotto più acceso (quello di Solo Trento), così come sui social network, non si contano gli slogan contro il mister Uber Manfredini. In una trasmissione televisiva specializzata il presidente Marco Fattinger è invece intervenuto per difendere a spada tratta l'allenatore, spiegando che il problema tutto sommato sono i giovani inadeguati e la rosa ristretta.

Ci si prepara all'ennesimo esodo. Dopo le prime quattro giornate che lasciavano ben sperare, ci si avvicina quindi al solito autunno gialloblù, fatto di tanta confusione, partenze e arrivi da far invidia alla stazione Termini, assenza di programmazione. A pochi mesi da un'Eccellenza vinta in carrozza, non ci si può che chiedere se non sia stato fatto qualche errore di valutazione in estate. Non c'è dubbio che dal campionato regionale trentino alla D ci sia un bel salto, ma era necessario tutto questo? L'avvicendamento di Marco Melone, mister che oltre ad aver centrato l'obiettivo societario aveva il non piccolo pregio di esser amato dalla tifoseria, la mancata riconferma di giocatori di qualità (Poletti, Quintana, Bastiera, Pascale, De Mattia tanto per fare qualche nome), la scelta di un allenatore che come biglietto da visita ha presentato un curriculum non veritiero, sono macigni che stanno condizionando questo frangente di stagione.

Girando pagina. L'incubo è un campionato già finito ad ottobre per quanto riguarda i piani alti. Sempre che non sia il caso di guardarsi alle spalle, e dopo la prestazione di sabato sarebbe la prima cosa da fare. Chi ha potuto apprezzare il Trento delle prime uscite afferma con sicurezza che la vera squadra aquilotta non è quella vista in diretta Rai. Occorrerà però che i giocatori lo dimostrino già domenica al Briamasco con la Virtus Vecomp, e sette giorni dopo ad Alzano. E via dicendo, se si intende davvero recitare un ruolo di primo piano in questa Serie D e se si vuol provare a lavare l'onta di un'umiliazione da Guinness dei Primati.

Sugli altri campi. Passando all'analisi dei risultati del tutto sommato equilibrato Girone C, da registrare innanzitutto le vittorie di quasi tutte le prime della classe. Mantiene il ritmo la coppia in vetta alla classifica: il Mantova espugna Solbiate Arno, mentre la Colognese mette a segno un colpo gobbo a Legnago. Perde terreno il Cantù San Paolo (bloccato sul nulla di fatto dal Darfo Boario), mentre si porta al terzo posto solitario l'Insubria (0-2 ad Olginate). Vittorie di misura per Pontisola (sul Castiglione) e Voghera (sul Castelnuovosandrà), che raggiungono così i canturini a quota 12. Ammucchiata a quota 10, dove a Trento e Castelnuovo si aggiungono Caratese, Darfo e Castellana (pesante 1-2 ad Alzano). Completa il quadro il primo successo della Virtus (prossima avversaria degli aquilotti) sul Villafranca nel derby veronese.

Tutto si muove, tutto rimane fermo. Sul fronte societario, intanto, le nubi si fanno sempre più fitte. Iaquinta sì? Iaquinta no? E Belfanti? Dopo un mese di chiacchiere, regna la confusione più totale, tanto che il presidente gialloblù va cercando alleati in tv, o quasi. Questo almeno ci è sembrato di vedere ieri sera, quando Fattinger ha accusato un noto giornalista trentino, «reo» di criticare l'operato dei vertici di via Sanseverino, senza però provare ad entrare egli stesso in società. Non si capisce bene il nesso, ma tant'è.

Autore
Angelo Zambotti
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