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Serie D

Mentre il Trento cade a Mantova, Iaquinta prepara lo sbarco

Il secondo scivolone di fila. Nella classica sfida con il Mantova, avversaria solitamente affrontata su ben altri palcoscenici, il Trento incassa la seconda sconfitta consecutiva. Uno stop ben più brusco dello striminzito uno a zero con il quale i virgiliani hanno superato i gialloblù: i biancorossi, relegati in Serie D dopo il fallimento estivo, oltre alla rete messa a segno all'11 della ripresa da Franchi hanno infatti fallito diverse occasioni, sia prima che dopo il gol, mentre i ragazzi di Manfredini si sono fatti vedere molto raramente dalle parti di Portesi. Due soltanto le fiammate trentine in un «Martelli» affollato da oltre 3200 persone: nella prima, intorno alla mezz'ora, né Perrone né Baù riescono a trovare lo specchio della porta, nella seconda, negli scampoli finali di gara, Perrone prova a beffare il portiere lombardo fuori posizione, ma senza fortuna.

L'interrogativo. Il giorno dopo, quindi, in casa Trento la caduta di Mantova suona come un primo campanello d'allarme per una squadra che dice di voler puntare in alto. Nulla è compromesso, ci mancherebbe visto che siamo appena alla sesta giornata ed i punti dalla vetta sono appena due, quel che è certo è però il bisogno di una sterzata dopo due brusche frenate che hanno messo parzialmente in ombra il buon avvio di Baù e compagni. Proprio su quest'ultimo, ovvero l'uomo mercato dell'estate aquilotta, si concentrano i dubbi del post-partita: ha fatto bene Manfredini a schierare l'esperto centrocampista ex Triestina, pur in condizioni fisiche non certo perfette? Questo si chiedono i tifosi aquilotti che hanno seguito in massa la loro squadra in terra lombarda. Probabilmente il mister del Trento era convinto che in uno scontro di vertice l'esperienza di Baù avrebbe concesso ai gialloblù quel qualcosa in più necessario per centrare un risultato di prestigio al «Martelli», in realtà spesso e volentieri quello che doveva essere il valore aggiunto degli aquilotti si è rivelato quasi l'uomo in meno. Quando Baù sarà in condizione, non c'è dubbio, potrà fare la differenza in virtù delle due indiscutibili qualità tecniche, ora però sembra ben lontano dalla forma migliore.

I prossimi impegni. Per il Trento non c'è tempo di piangere sul latte versato, visto che sabato sul terreno minato di Carate Brianza Perrone e soci sono attesi dall'anticipo della settima di andata: vuoi per la classifica, vuoi per la visibilità garantita dalle telecamere di RaiSportPiù, i gialloblù dovranno in tutti i modi cercare di tornare alla vittoria, così da issarsi in vetta almeno per una notte. Dopo la trasferta brianzola, gli aquilotti sono attesi da un trittico con le squadre che ora occupano le ultime tre posizioni in classifica: impegni da non sottovalutare certo, ma anche occasioni per incamerare punti.

La situazione del Girone B. Dando un'occhiata ai risultati dell'equilibrato Girone B, sorprende il pareggio interno della capolista Colognese, bloccata sul nulla di fatto dalla volenterosa Olginatese e raggiunta in vetta dal Mantova. Non ne approfitta il Cantù, che torna da Voghera con un comunque buon punto (2-2) e sale a -1 dalla testa della classifica. Bel balzo dell'Insubria, che dopo la sconfitta interna col Trento ha trovato due vittorie in fila (ieri 2-1 alla Caratese prossima avversaria degli aquilotti) che ha proiettato la i varesini a 10 punti, proprio a fianco di gialloblù e del Castelnuovo (ieri 1-1 interno con il Pontisola). Si tolgono dalle zone più calde Castellana (2-0 alla Virtus Vecomp) e Villafranca (1-0 nel derby col Legnago), mentre finiscono in parità Darfo Boario-Alzano Cene (2-2) e Castiglione-Solbiatese (0-0).

Iaquinta ad un passo da Trento. Come ormai da settimane a questa parte, un capitolo a parte merita il capitolo società. In tribuna al «Martelli» a fianco di Fattinger e Montefameglio c'era Pino Iaquinta. Sulla stampa odierna si legge che Fattinger ha dichiarato senza mezzi termini che al 99 per cento sarà Iaquinta il prossimo presidente del Calcio Trento. Entro pochi giorni teoricamente la matassa dovrebbe sbrigliarsi. Il popolo aquilotto ora si chiede: il padre del Vincenzo bianconero porterà a Trento soltanto la sua immagine e la sua conoscenza del calcio, o anche un concreto contributo (in poche parole, denaro sonante) per rafforzare la struttura aquilotta? Da via Sanseverino si attendono novità nel giro di poche ore.

Autore
Angelo Zambotti
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