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Eccellenza

Il Brunico insiste, l'Anaune tiene, avanza poderoso il Levico

ECCELLENZA, BRUNICO IN FUGA. L’ANAUNE INSEGUE, IL LEVICO CAMBIA PASSO

Nell'alta classifica guadagnano posizioni Bozner e Parcines, perde quota il Mori, tornano protagoniste Rovereto e Comano. In coda tutti fermi eccetto il Valle Aurina che affossa la Vipo facendo saltare la panchina di Manica

Nove giornate cominciano a dare una fisionomia al campionato ma la sensazione è che l’Eccellenza abbia ancora le gerarchie da definire. In vetta il Brunico insiste e allunga la fila provando a fare il buco: la neopromossa di mister Fuschini non si limita a sorprendere ma sta dimostrando una continuità da squadra di vertice. Sei vittorie, una sola sconfitta e la difesa meno battuta raccontano di una capolista che non vive di fiammate e riesce a trasformare in punti anche le partite più insidiose. E il successo sul Naturno ha un significato ulteriore, perché interrompe la tradizione favorevole agli avversari, autentica bestia nera nei precedenti in Promozione altoatesina.

L’Anaune resta l'alternativa per ora più credibile. I nonesi hanno il miglior attacco del girone e una capacità di colpire che li rende pericolosi contro chiunque. Il distacco dalla vetta è rimasto immutato (2 punti) e il gruppo di Morano sembra avere risorse per reggere il passo, almeno fintantochè Zanotti garantisce la stupefacente media di un gol a partita. Anche il Bozner si è rilanciato con decisione: la squadra di Hugo Pomella ha schiantato l'Union Trento con quattro reti già nei primi 45' salendo al terzo posto. Ha un punto e una posizione in meno rispetto all'anno passato, nel quale infilò una partenza che pareva quasi irripetibile. Invece eccola qua, lanciata e pronta a ripetersi grazie soprattutto alla capacità di trovare il gol con tanti giocatori diversi (già nove a tebellino).

Scendendo dal podio la classifica è corta e basta poco per cambiare prospettiva. La frenata del Mori Santo Stefano riapre qualche interrogativo. Dopo un avvio convincente, i neroverdi hanno vissuto una settimana difficile, segnata anche dalla pesante sconfitta in Coppa Italia contro il Levico. Il passo falso di Ponte Arche non cancella quanto di buono fatto finore ma impone una pronta reazione per non perdere quota e rimanere intruppati nella mediocrità.

Il Rovereto, invece, continua a restare agganciato alla zona alta e conferma di avere le carte per recitare un ruolo da protagonista. Un punto più dietro, il Levico sembra finalmente aver trovato continuità: dopo l'avvio condizionato da tanti, troppi pareggi, la squadra di Manfioletti sta lanciando segnali incoraggianti e potrebbe aver cominciato uno di quei filotti che l'allenatore più vincente del nostro calcio ha spesso infilato. Vincere aiuta a vincere, e nel caso di una squadra attrezzata come quella del lago non ci sarebbe affatto da stupirsi.

In coda, la giornata ha lasciato soprattutto due panchine e due situazioni da seguire. Nella Benacense ha esordito Marco Girardi, chiamato in settimana a sostituire Mauro Bandera: il nuovo tecnico dovrà provare a restituire fiducia a una squadra che fatica a trovare equilibrio e continuità.
Ancora più delicata la situazione in casa Vipo Trento. Dopo sette sconfitte nelle ultime gare e l’ultimo posto a quota quattro punti, la società ha deciso di separarsi da Stefano Manica. Il distacco di sei punti dalla linea salvezza non è ancora incolmabile, ma rende urgente una svolta. Non sarà semplice per chi ne prenderà il posto (Pat Morini la scelta più probabile) invertire la rotta considerando l'anemia di un attacco che segna un gol ogni 162 minuti e le difficoltà di un calendario che propone quattro trasferte nei prossimi sei turni, specie considerando l'en plein di sconfitte incamerate lontano da Gabbiolo.
Terza compagine in grave sofferenza è l'Union Trento che da un mese filato non fa che perdere, spesso rovinosamente. Una crisi che non si può più celare dietro i 10 punti del primo mese e che trova nella fragilità difensiva (21 reti al passivo) la sua causa più evidente.

Il campionato si divide così in gruppi abbastanza riconoscibili: Brunico e Anaune stabilmente a podio, Bozner e le inseguitrici fino al Comano, in nona piazza, tutte in scia ricomprese in cinque punti; nella parte bassa sette squadre con più problemi che risorse, destinate probabilmente a fatiche ed alti e bassi. A chiudere Benacense e Vipo, due formazioni di blasone cui non resta molto margine per rimandare la reazione.

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