L'Anaune insiste, Levico, Comano e Vipo Trento affondano
In vetta si isolano in tre: i nonesi a passo di carica, il Brunico che stupisce e il Mori che conferma la sua forza. Molte le squadre in difficoltà: tra di esse, inattese, le due delle terme.
Un quinto di campionato va in archivio lasciando una situazione interessante in testa ma ancor più avvincente in coda, dove si aprono interrogativi pesanti su alcune realtà alla vigilia accreditate di ben altre prospettive. L’Anaune continua la sua marcia senza sconfitte e sale a 14 punti mentre alle sue spalle Brunico e Mori inseguono a quota 13. La notizia più eclatante di giornata arriva però da dietro e attiene ancora una volta al Levico, la big di tutti i pronostici estivi: i termali cadono a San Giorgio, incassano la prima sconfitta stagionale e soprattutto chiudono una partita ad altissima tensione con tre espulsioni.
Una crisi che non può più essere derubricata a semplice ritardo di condizione. Il team gialloblu è soltanto nono con 7 punti: una vittoria, quattro pareggi e una sconfitta, ruolino che nessuno avrebbe immaginato così misero. E ora anche il nervosismo sembra essersi aggiunto ai problemi di rendimento.
IL LEVICO NON SA PIÙ VINCERE. ORA PERDE GARA E NERVI
Il dato più pesante della giornata è proprio questo. Dopo quattro pareggi consecutivi e un successo poco esaltante col Naturno, il kappao in Pusteria precipita Rinaldo & C. in una posizione di classifica assolutamente anonima. Quasi mai nel primo mese di gare sono riusciti a dare l'impressione d'essere la squadra dominante che ci si aspettava. Ora è arrivata anche la sconfitta.
Ancora più preoccupante il modo in cui è maturata: Karaboue espulso nel primo tempo, Cecini a fine ripresa e Bucci a partita ormai terminata: tre cartellini rossi sono un dato che pesa, soprattutto perché le conseguenze disciplinari che priveranno l'organico di tre titolari. In una rosa corta di suo, è un guaio non da poco. Peggiore ancora il caso di Bucci, considerando che ha già scontato quattro giornate di squalifica in avvio di stagione.
In casa Levico, dunque, non c'è solo un problema tecnico. La squadra appare in difficoltà sul piano della gestione emotiva e in una formazione costruita per puntare dichiaratamente al salto di categoria è un campanello d'allarme serio. Anche perché il distacco dal vertice comincia a farsi più marcato, specie da quel Mori con cui si dividevano i pronostici iniziali.
ANAUNE, LA CAPOLISTA NON SI FERMA
In vetta continua invece la marcia dell'Anaune che supera 2-0 il Comano Fiavé e porta a quattro le vittorie stagionali, mantenendo l'imbattibilità. La formazione di Morano dà l'impressione di avere trovato una continuità che alle altre è ancora mancata e soprattutto dimostra di non essere dipendente come pareva all'inizio dai centri del duo Biscaro-Zanotti. Il primo dopo il tris d'avvio non ha più segnato, il secondo idem dopo le due triplette consecutive: eppure la squadra ha saputo trovare gol alternativi senza apparente difficoltà e il rendimento non è calato. Segno che la struttura, l'organizzazione di gioco e la mentalità sono quelle giuste e chi vuol vincere il torneo dovrà fare i conti con l'Anaune
BRUNICO, REAZIONE IMMEDIATA
Dopo il sorprendente 0-1 interno contro l'Union Trento, il Brunico di Fuschini si è risollevato in fretta: analogo 0-1 sul campo del Termeno e piazza d'onore consolidata. La squadra resta una delle realtà più convincenti del torneo: come l'Anaune, non ha patito minimamente il salto di categoria e ha dimostrato proprio in questi due ultimi match una personalità e una capacità di reazione che potranno portarla lontana
MORI, LA GRANDE REGOLARITÀ PAGA
Il Mori continua a viaggiare con un ritmo da grande squadra. Il 2-1 in rimonta sul San Paolo vale la quarta vittoria stagionale e porta la squadra a 13 punti, alla pari con il Brunico.
Soprattutto conferma una caratteristica che potrebbe diventare decisiva nel lungo periodo: la miglior difesa del campionato con appena tre reti subite in sei partite. Non è necessariamente la forza offensiva quella che paga in termini di classifica: coi vari Malfer, Polli, Cabrera ecc. sembrava lì la vera forza dell'undici di Colpo e invece concedere poco o nulla dietro è indispensabile per vincere partite e campionati. La classifica attuale parla chiaro.
ROVERETO, IL COLPO DELLA GIORNATA CON UN MANFREDI IN PIU'
Se c'è una squadra che esce dalla sesta giornata con un enorme carico di entusiasmo è il Rovereto. Il 6-1 rifilato all'Union Trento è il risultato numericamente più clamoroso del turno e proietta i lagarini a quota 10, a ridosso del terzetto di testa.
La partita è stata praticamente chiusa già nel primo tempo, con i bianconeri avanti 4-0: una risposta importante dopo due sconfitte consecutive, un successo che rilancia pienamente la credibilità della formazione di Giovanazzi che pare avere trovato in casa la punta che le mancava: Pietro Manfredi, doppietta con tanta qualità e concretezza.
UNION TN RAVINENSE, UN KO CHE FA MALE
Difficile invece spiegare il crollo dell'Union Trento che dopo un avvio molto positivo incassa sei gol in casa e vede peggiorare sensibilmente il proprio dato difensivo: sono ora 11 le reti subite in sei giornate, contro le 8 segnate di cui 5 firmate Barbetti. I dieci punti rimangono un bottino eccellente e consentono alla squadra cittadina di restare nel gruppo delle protagoniste ma una batosta di simili proporzioni non può essere ignorata. Per ora va considerata sola una giornata storta, come suggerisce anche la classifica, ma sarà interessante vedere la reazione poichè il calendario che attende l'undici di Ravina non è propriamente in discesa.
COMANO, IL CAMPANELLO D'ALLARME È GIÀ SUONATO
Il Comano Fiavè è forse, insieme al Levico, la seconda grande delusa/deludente di questo primo scorcio di campionato. Il 2-0 subito dall'Anaune capolista rappresenta la quarta sconfitta in sei giornate: un bilancio che stride parecchio con l'immagine della squadra difficile da mettere sotto che accompagnava i giudicariesi alla vigilia, ancor più dopo la splendida scorsa stagione. Il margine per considerare queste sconfitte semplici incidenti di percorso si assottiglia. Le rimonte degli ultimi due anni sono state importanti e garantiscono che tutto potrà cambuare, ma non è detto che ogni stagione debba necessariamente ripetere lo stesso copione. Quindi attenzione ai segnali.
VIPO, ULTIMO POSTO CON UN PROBLEMA DIFENSIVO PESANTE
La Vipo Trento chiude la giornata ancora una volta all'ultimo posto. Il 4-1 incassato dalla Benacense dopo una prova positiva nel primo tempo quanto inaccettabile nel secondo, rilascia il quinto ko in sei giornate e porta a 15 i gol subiti, peggior dato dell'intero campionato assieme al Parcines. Finora si era segnalato soprattutto il problema del gol nella formazione di Stefano Manica, ma i numeri stanno evidenziando una questione ancora più grave in retroguardia. È vero che la squadra è giovane, pecca di personalità e che il salto di categoria è pesante per chi non abbia avuto precedenti frequentazioni con l'Eccellenza, come gran parte della sua rosa. Dopo sei giornate però la situazione comincia a richiedere una risposta concreta: se il gap in classifica dovesse aumentare senza contromisure ai limiti sopra evidenziati, ogni speranza di recupero diventerebbe una chimera.