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Serie D

Presentati Salviato e Aliù, due top player per il Trento

Per Grasjan Aliù è stata la prima volta, per Simone Salviato un graditissimo ritorno. Eccoli i primi due "colpacci" di mercato del Club, che consegna al tecnico Carmine Parlato un attaccante che, a detta di tutti (non tanti, tutti) addetti ai lavori, è tra i migliori dell'intera serie D (per lui parlano i numeri, che non mentono mai: 85 reti negli ultimi cinque anni) e un difensore che conta qualcosa come 221 presenze in serie B e tantissimi successi nel personale palmares.

«Dopo la conferma di Trainotti, un elemento importantissimo, che ha scelto di sposare ancora il nostro progetto - queste le parole d'introduzione dell'amministratore delegato Fabrizio Brunialti -, siamo felicissimi di poter accogliere tra le nostra fila due giocatori d'indiscusso valore quali sono Salviato e Aliù. Simone è un difensore d'incredibile esperienza che ha iniziato il proprio percorso nel calcio "dei grandi" proprio qui a Trento, mentre Alìù è stato sin da subito un obiettivo del Club e del Direttore Sportivo, che ha sudato le proverbiali sette camicie per realizzare quello che era un "sogno proibito" di tante società».
In difesa e in attacco, dunque, il Trento si assicura due top player assoluti per la categoria, senza "se" e senza "ma".
«Si tratta di due giocatori che conosco ormai da qualche anno - spiega il direttore sportivo Attilio Gementi - e sono assolutamente sicuro delle loro qualità tecniche e umane. Con Simone la trattativa è stata velocissima: lui mi ha dimostrato sin da subito la volontà di venire a Trento, abbiamo impiegato poco a trovare l'accordo e ci siamo assicurati un difensore che... beh, la sua carriera parla per lui e non credo serva aggiungere altro. Graziano, con cui ho condiviso tante stagioni a Campodarsego, era nel mirino di tantissime squadre, ma mi ha dimostrato sin da subito la volontà di sposare il progetto Trento ed ecco qui anche lui. Siamo contenti, ma siamo solamente all'inizio del percorso di costruzione della squadra».

Parola, poi, ai due nuovi arrivati, entrambi entusiasti di vestire la maglia gialloblù nella prossima stagione e pronti a lottare per un traguardo importante.
«Dopo aver parlato con il direttore sportivo e il presidente - queste le parole di Simonme Salviato - mi sono sentito subito a casa. Il Trento è una società importante e ben strutturata, ma allo stesso tempo ho percepito essere una famiglia. Il mio percorso da calciatore adulto è iniziato qui e la stagione 2005 - 2006 non andò benissimo (nono posto finale, ndr), adesso mi piacerebbe completare quanto lasciato in sospeso quindici anni fa. Sono d'accordo con quello che ha detto mister Parlato, che ho avuto come tecnico a Rovigo (nel corso della conferenza lo ha definito "un sanguigno", ndr), ovvero che i giocatori esperti debbano fare il "proprio" ma essere anche un guida per i giovani. Da parte mia cercherò di mettere a disposizione la mia esperienza per far sì che gli under siano parte integrante del gruppo e non ci sia una distinzione tra "vecchi" e "giovani". Come io riprenderò un ragazzo se sbaglierà, lo stesso dovrà fare lui con me in caso di errore. Per arrivare lontani bisogna remare tutti dalla stessa parte ed essere un gruppo unito, non solamente a parole, ma anche nei fatti. Noi esperti dovremo dare sempre l'esempio».
Per Grasjan Aliù si tratterà della prima volta nella squadra di una città di grandi dimensioni. Lui che ha fatto sognare i tifosi di Campodarsego e Adriese, adesso dovrà far esultare il pubblico del "Briamasco".

«Sono venuto a Trento, perché ho la società mi ha voluto fortemente - commenta il 30enne attaccante patavino - e perché credo che qui si possa realizzare qualcosa di veramente importante. Per questo ho scelto questa Società e non ho preso in considerazione alcune proposte che arrivavano dalla categoria superiore. Non lo nego: dodici mesi fa il Direttore Sportivo mi aveva cercato, ma io volevo provare a salire tra i "pro" con l'Adriese. Il mio obiettivo sarà lo stesso qui, in gialloblù, in una squadra che sta nascendo sotto i migliori auspici. La mia costanza di rendimento realizzativo negli ultimi anni? Non ci sono segreti particolari, se non il duro lavoro quotidiano, il pretendere sempre il massimo e la ricerca del miglioramento continuo. E, ovviamente, anche un pizzico di fortuna. Prometto che darò sempre il centocinquanta per cento per questa maglia e non vedo l'ora d'iniziare. La serie D? La conosco bene ed è una categoria assolutamente difficile, soprattutto quando viene additata come la favorita perché, a quel punto, tutte le squadre di medio - bassa classifica scendono in campo per fare la "partita della vita" quando ti affrontano. Ci sarà da lottare, ma io sono pronto».

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