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Prima Categoria, che scenari per questa stagione?

Il Tnt Monte Peller, sorprendente capolista del girone B
Il Tnt Monte Peller, sorprendente capolista del girone B

Non ci sono dubbi, in questo periodo ci sono ben altre priorità rispetto al calcio, ma in queste lunghe giornate nelle quali l'imperativo è rimanere chiusi in casa ci permettiamo di pensare anche al nostro amato pallone. Tutti i ragionamenti che andremo a fare si basano su semplici ipotesi e soprattutto partono da una speranza condivisa, quella che si possa tornare ad allenarsi da aprile e riprendere l'attività ufficiale appena dopo Pasqua.
Fatte queste doverose premesse, andiamo quindi a mettere sul tavolo cinque opzioni su come portare a termine la stagione di Prima Categoria: mercoledì 4 marzo sono state giocate 14 (su 21 totali) partite della prima giornata di ritorno, quindi, esclusi questi match, siamo di fatto al giro di boa. Fateci sapere cosa ne pensate commentando il post dedicato alla notizia sulla nostra pagina Facebook o inviando una mail firmata a calcio@sportrentino.it: a fine mese faremo una sintesi di quanto raccolto.

Ipotesi 1: interrompere i campionati tenendo buona la classifica del girone d'andata

Settaurense, Tnt Monte Peller e Calceranica in Promozione, Guaita, Virtus Trento, Isera, Alto Garda, Valsugana e Civezzano in Seconda Categoria: questi i verdetti in caso di blocco dei campionati, tenendo validi i soli risultati del girone d'andata per decretare promozioni e retrocessioni. Probabilmente l'ipotesi meno plausibile e meno gradita a tutti.

Ipotesi 2: interrompere i campionati ripartendo da zero a settembre

Gettare nel cestino il girone d'andata, aspettando tempi migliori e senza incidere sulla composizione dei campionati. Altra ipotesi poco plausibile, ma che potrebbe rivelarsi quasi una necessità qualora l'emergenza si prolughi.

Ipotesi 3: playoff e playout sulla base delle classifiche del girone d'andata

Molto frequenti in diverse discipline, meno nel calcio, i playoff promozione e i playout retrocessione potrebbero dare una mano nel portare a termine questa stagione sicuramente anomala. Ecco quindi che un determinato numero di squadre potrebbero trovarsi a giocarsi la Promozione in tabelloni a eliminazione diretta, con un regolamento che dovrebbe favorire chi ha chiuso l'andata con i migliori piazzamenti, mentre le altre formazioni sarebbero costrette in analogo modo ad evitare la retrocessione. Una formula che garantirebbe emozioni, ma che costringerebbe molte compagini a chiudere anzitempo la propria stagione, a meno di non inventarsi non troppo appetibili "finaline" di consolazione.

Ipotesi 4: pool promozione e pool retrocessione

Spezzando le classifiche a metà, si creerebbero senza troppa difficoltà (magari dopo uno spareggio Avio-Monte Baldo nel girone B) tre pool promozione e altrettante pool retrocessione. In questi mini-gironi all'italiana, si giocherebbero solamente sei giornate (di fatto quasi tutti scontri diretti), partendo dalla classifica maturata nel girone d'andata, o in modo integrale o escludendo i punti conquistati con le formazioni non facenti parte della propria pool. In sei emozionanti domeniche ci si giocherebbe quindi tutto, sia in chiave Promozione che in chiave salvezza, e le emozioni sarebbero assicurate, mantenendo vivi anche i meriti emersi in autunno.

Ipotesi 5: giocare tutte le partite mancanti entro il 30 giugno

Con diversi turni infrasettimanali, e sacrificando forzatamente la Coppa Provincia, si potrebbe anche decidere di giocare tutte le giornate mancanti: per 28 formazioni significherebbe giocare 12 match in circa due mesi, mentre 14 squadre dovrebbero scendere in campo ben 13 volte. Un'ipotesi che sembra difficile da praticare in ambito puramente dilettantistico, con alcune formazioni che potrebbero essere costrette a ricorrere spesso al campo neutro (per mancanza di illuminazione) e/o a lunghe trasferte in giorni lavorativi.

Ipotesi 6: giocare tutte le partite di domenica, fino a luglio

Fondere la stagione 2019/20 con la 2020/21, di fatto cancellando la pausa estiva visto che si finirebbe a luglio inoltrato, quando di solito ci si avvicina all'inizio della preparazione. Questo significherebbe traslare tutto il calendario, mantenendo le giornate nella classica collocazione domenicale. Diversi gli ostacoli per questa ipotesi, dal termine della stagione sportiva fissato nel 30 giugno alle difficoltà che dovrebbero affrontare le formazioni (non poche) che schierano ragazzi che nella vita di tutti i giorni lavorano nel settore turistico.

Autore
Angelo Zambotti
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