Hombre del partido
giovedì 22 febbraio 2007
CALCIO
Marco Menolli, l'asso nella manica del Leno
Silvia Gadotti
di Silvia Gadotti

Dopo le interviste di Mirco Dalpiaz e di Marco Fusi, non può mancare quella del baby bomber Marco Menolli. Marco è la mascotte del Leno, tra un paio di mesi compirà vent’anni e oggi frequenta la quinta superiore. Faccia simpatica da bravo ragazzo e cuore generoso in campo, Marco sta vivendo un’annata speciale da protagonista: al termine dell’andata è il capo-cannoniere del girone B, con 13 gol in altrettante partite.

Numeri che lo portano al secondo posto tra i bomber in Prima Categoria dietro a Dalpiaz (Tnt Monte Peller). «Quest’anno sono partito proprio forte, ma ho ancora così tanto da imparare. – ha commentato Marco con un pizzico di orgoglio, più che giustificato – I più “vecchi” non la smettono mai di consigliarmi. Un bel gruppo davvero quello del Leno e dopo gli allenamenti andiamo spesso a bere una birra in compagnia o a mangiare una pizza». E così deve essere lo sport. In un momento in cui il mondo del pallone è al centro dell’attenzione per noti e spiacevoli fatti di cronaca, fa davvero piacere sentire un ventenne che parla con il cuore quando ti racconta le sue esperienze in campo. E manco a dirlo, Marco non si stufa mai di correr dietro a un pallone. Se potesse… «andrei in campo a faticare tutti i giorni della settimana, comprese le partite».
Per Marco il calcio è la sua vita. Ha iniziato da giovanissimo. Poi, il pallone, non l’ha più abbandonato. «Da piccolo giocavo nei pulcini del Leno; poi ho militato nei settori giovanili del Borgo Sacco, del Rovereto e del Lizzana. Sono approdato alla Prima Categoria tre anni fa ma solo da questa stagione con vincolo definitivo al Leno. Vorrei tanto salire di categoria, anche solo per l’emozione di giocare con atleti di livello più alto. Poco male se rimarrò in panchina, avrò comunque da imparare».
Tifosissimo dell’Inter «un amore nato tanti anni fa e che non mi ha mai abbandonato» Marco, assieme al centrocampista Trickovic ed al suo collega di reparto, ha portato il Leno al secondo posto della classifica, a pari merito con il Riva. Inutile dirlo, l’obiettivo di quest’anno è la promozione. «La cosa più difficile sarà raggiungere l’Isera, che è primo a 4 punti di distanza. Mi preoccupa di meno, invece, la probabile rimonta del Riva, sulla carta siamo più forti noi».
Unico in famiglia a dilettarsi con il pallone - il fratello più grande ha preferito il fascino della pista di atletica – Marco è seguito spesso dal papà, che è il suo primo tifoso e non salta una partita. «Ma i primi a commentare le mie prestazioni – dice Marco – sono i compagni di squadra che dopo la partita non risparmiano le critiche. Ma a fin di bene, per farmi migliorare». È sicuramente il più buono della squadra, infatti se le “sente” sempre da tutti i suoi compagni. «Sto vivendo quest’anno un momento di gloria, e spero che questo momento non abbia mai fine. Io cerco di impegnarmi il più possibile, non salto un allenamento e do il massimo in partita. D’estate, invece, preferisco svagarmi facendo due tiri ai campetti con gli amici. Immancabili le partitelle e i tornei di calcio a 5». Anche se Marco adora il calcio non disdegna andare a nuotare e in palestra.
«”Meno” ha un problemaccio... quando esulta si fa tutto il campo di corsa mimando il gesto del cameriere che serve i piatti»... così scrivono sul nostro forum del calcio i suoi compagni di squadra. Perché da quest’anno ha deciso di fare il “protagonista”.

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