Hombre del partido
sabato 7 giugno 2008
CALCIO
Raffaele Baido, la giovane bandiera del «Mezzo»

Raffaele Baido, classe ’85 proviene da Arsego, un paese in provincia di Padova ma gioca nel Mezzocorona da ben cinque anni. Quattro sono state le stagioni in serie D, una (questa) in C2. Domenica si decideranno le sorti della sua squadra, nell’importantissimo match contro il Lumezzane: una vittoria sancirebbe la incredibile promozione in serie C1, altrimenti al «Mezzo» competerebbe un altro anno di C2. Con 12 reti segnate è il capocannoniere della squadra, sperando possa incrementare il bottino nell’ultimo match della stagione.
Come ti trovi nel Mezzocorona?
«Molto bene, siamo una squadra piena di giovani, un gruppo molto unito e credo lo si possa vedere anche in campo».
Sei al quinto anno con questa società. Prima di arrivare nella squadra di Claudio Rastelli dove hai giocato?
«Le trafile delle giovanili le ho percorse nel Montebelluna, dopo di che una stagione l’ho affrontata nella “primavera” del Siena e poi qui a Mezzocorona. Una curiosa coincidenza è il fatto che Rastelli è stato mio allenatore quando ero in Toscana e poi ci siamo ritrovati qui».
E per quanto riguarda il futuro, lo vedi gialloverde?
«Adesso come adesso penso solo al match di domenica. Oltre a questo ho altri 2 anni di contratto con il Mezzocorona, ma quel che più importa in questo momento è la partita di domenica. Si vocifera che alcune squadre siano venute a visionarci, si parla di alcuni interessamenti, ma questo lo valuteremo più avanti. Io credo che partirei solamente per un’offerta irrinunciabile, da una categoria superiore, ma soprattutto se la società sarà d’accordo e ne trarrà un guadagno significativo. Altrimenti rimango volentieri, qui si sta molto bene».
Immaginavi che questo Mezzocorona sarebbe arrivato così in alto alla sua prima C2?
«Ad inizio stagione pensavamo solo a salvarci il prima possibile, essendo una neopromossa non avevamo altri obiettivi, sempre che ci avessero fatto scendere in campo… Sapevamo che non appena avessimo raggiunto la salvezza avremmo poi giocato a mente serena. Il raggiungimento dei playoff è dovuto anche grazie alla tranquillità che c’è sempre stata nell’ambiente. Contro il Carpenedolo si è visto, loro dovevano vincere per forza mentre noi giocavamo con maggiore serenità. Erano loro che avevano le pressioni da gestire. Adesso ci giochiamo tutto contro il Lumezzane. Dopo lo zero a zero casalingo dell’andata dobbiamo per forza vincere, in caso di parità abbiamo anche a disposizione due tempi supplementari. Speriamo in bene».
Che partita ti aspetti?
«Daremo il massimo per portarla a casa. Penso che conteranno molto gli episodi in questo match. Avessimo la fortuna di segnare subito, la partita cambierebbe di volto, se invece gli episodi saranno sfavorevoli sarà dura vincere. Ormai nessuno vuole arrivare secondo in questi playoff, tutto l’ambiente è felice per quanto abbiamo finora raggiunto, dobbiamo compiere un ultimo sforzo. La nostra non è una squadra che gioca per il pari, ma una che tende sempre ad attaccare; dobbiamo fare la nostra partita, ci crediamo, non è impossibile batterli in casa loro, l’abbiamo fatto anche all’andata (Lumezzane - Mezzocorona 0-3, ndr)».

Dopo undici mesi di allenamenti non c’è il rischio di qualche calo fisico?
«A questo punto della stagione la birra in corpo o la si ha o non la si ha. Noi stiamo bene, siamo contenti da un punto di vista che sia finita la stagione, ma dagli ultimi match credo si sia visto che fisicamente noi ci siamo».
Come sono stati gli allenamenti in vista del match di ritorno?
«In linea di massima sono stati in linea con quelli precedenti. Quest’ultima settimana l’abbiamo passata un po’ di più con il pallone ai piedi del solito. Lo sguardo è puntato verso la partita, per cui ci siamo allenati in maniera un po’ più leggera del solito».
Che squadra è il Lumezzane?
«Rispetto a noi credo sia una formazione più esperta, i loro punti di forza sono principalmente le due punte, secondo me di categoria superiori. Speriamo che San Rossi si comporti come ha sempre fatto e riesca a contenerli».
Personalmente, ti eri posto qualche obiettivo particolare ad inizio stagione?
«Io cerco sempre di migliorarmi, questo è quello che soprattutto voglio. Poi, essendo un attaccante, si cerca di arrivare sempre in doppia cifra».
E ce l’hai fatta, ma solo grazie ai cinque rigori, quindi non vale…
«Come no, certo che vale! Tirarli è pur sempre una responsabilità».


LA SCHEDA DI RAFFAELE BAIDO

Nome: Raffaele
Cognome: Baido
Soprannome: Babuzzo (dal film “The snach”)
Squadra: Mezzocorona
Ruolo: attaccante
Numero di maglia: 11
Residenza: Arsego (PD)
Data di nascita: 18/09/1985
Segno zodiacale: vergine
Altezza: 1.74
Stato civile: fidanzato con Silvia
Squadra del cuore: nessuna, tifo per il bel calcio e per il fair play
Idolo: Alessandro Del Piero, un esempio dentro e fuori dal campo
Hobby: ascoltare della buona musica
Canzone preferita: Believe in me - Smashing Pumpkins
Libro preferito: Harry Potter e i doni della morte, insieme agli altri cinque è il mio libro preferito
Piatto preferito: lasagne al forno
Sogno nel cassetto: sposarmi con il mio vero amore (Silvia)
Stagione migliore: sicuramente quella che verrà (è una frase che dico sempre quando mi chiedono: gol, partita o stagione migliore; è una sfida che pongo a me stesso!
Miglior partita giocata: quella che farò
Personaggio più importante incontrato in carriera: mio padre e mia madre

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