Hombre del partido
mercoledì 21 novembre 2007
CALCIO
Marco Munari, l'«airone» del Rovereto vola alto

Ha calpestato l’erba di moltissimi campi di calcio trentini, arrivando a superare la soglia delle 100 reti segnate in carriera lo scorso anno. Marco Munari gioca come attaccante nel Rovereto per la seconda stagione consecutiva, anche se in realtà aveva già vestito la maglia bianco-nera nel suo trascorso calcistico.
L’«airone» ha anche cambiato molte squadre finora.
«Innanzitutto ho fatto tutte le giovanili nel Trento, dopodiché ho passato il mio primo anno da “senior” nell’Alense, in Promozione. L’anno successivo ho praticato il servizio militare e ho trascorso una stagione travagliata con il Guaita, in Prima Categoria, quindi sono stato due anni nel Fiavè, uno nel Vallagarina, uno nel Comano e uno nella Benacense, tutte formazioni di Eccellenza. I quattro anni seguenti, e ne sono orgoglioso, ho sempre vinto il campionato: nella stagione 2000/01 col Rovereto in Eccellenza, l’anno dopo con l’Alense in Promozione, poi ancora in Promozione con la Benacense ed infine in Eccellenza con l’Arco. Poi sono tornato ad Ala, in Eccellenza, per due stagioni e poi di nuovo a Rovereto, società in cui milito tuttora».
Carriera invidiabilissima, visti i successi ottenuti e la caratura delle squadre nelle quali hai avuto modo di praticare uno sport che ti ha dato molte soddisfazioni. Hai qualche rimpianto nella tua vita da sportivo?
«Non ho grandi rimpianti. L’unica mia piccola insoddisfazione è stata quella di non aver mai giocato in serie D; Avrei potuto farlo con l’Arco, ma alcune situazioni mi hanno imposto di rimanere nel calcio regionale».
Comunque sia 100 reti segnate sono un grandissimo traguardo, ed hai ancora da dare molto al calcio.
«Certo, sono contentissimo di avere superato quella soglia, l’anno scorso per festeggiare l'evento mi hanno preparato una grande festa. È un traguardo del quale sono davvero molto contento, visto che nella mia vita non ho sempre giocato in attacco, sono solo 6 anni che ho questo ruolo. Prima ero un centrocampista: sia centrale, sia esterno. Finché il fisico me lo permette sono intenzionato a continuare, e quando smetterò, mi piacerebbe farlo al “Quercia”, perché è lo stadio mi ha dato più emozioni, fin da quando ero bambino. È lo stadio della mia città, per cui sarei orgoglioso di giocare il più possibile su quel campo».
Da questo si presume che non hai problemi con i tuoi compagni e con il tuo allenatore.
«Mi trovo molto bene con tutti, ci sono tanti giovani in squadra che crescono di partita in partita, ed è davvero un bell’ambiente quello di Rovereto».
Quali sono gli obiettivi della società? E tu ti sei posto dei traguardi personali?
«Come squadra vogliamo giocare partita per partita facendo il meglio possibile. L’anno scorso siamo arrivati quinti in classifica con la squadra molto simile a quella dell’anno precedente, che si era salvata soltanto a fine campionato. Grazie all’ultima vittoria per 4-3 contro la Benacense oggi siamo terzi, pertanto speriamo di resistere più possibile nella zona alta della classifica. Il mio obiettivo personale, invece, resta quello che mi pongo tutti gli anni, cioè di arrivare in doppia cifra per quanto riguardano le reti segnate. Finora sono a tre, speriamo bene…»

A proposito del 4-3, come vi sentite dopo aver superato una squadra forte come la Benacense?
«Personalmente sono soddisfatto, perché sono entrato in campo sul 3-2 per gli avversari a 20 minuti dal termine dell’incontro: ho segnato il pareggio e procurato il rigore che ci ha portati a vincere 4-3, per cui non potevo chiedere altro».
E qual è la squadra più forte del campionato?
«Per me il Bolzano è la formazione più attrezzata per giungere alla vittoria finale, ma anche Merano ha un grande gruppo, visto che sono anni che gioca insieme».
E che idea hai del calcio che si pratica fuori dal Trentino Alto Adige? Hai mai incontrato avversarie che disputavano lo stesso tuo campionato, ma che venivano da fuori regione?
«Sì, mi è capitato quando con l’Arco abbiamo vinto la Coppa Italia, di giocare contro squadre extra regionali, come mi è capitato di disputare amichevoli. Sono più forti le squadre dell’Eccellenza veneta, ma il divario non è mostruoso come pensano in molti».
Nella tua carriera puoi vantare qualche “record”?
«Direi che un primato è quello delle vittorie consecutive: io facevo parte della rosa dell’Arco quando abbiamo raggiunto i 12 successi di fila, che rimane il record nell'Eccellenza trentina. Un altro piccolo record, più che altro posso ritenere una soddisfazione personale, è stato quello di segnare a Toldo da metà campo in un’amichevole quando difendeva la porta del Trento».
E oltre al calcio che fai?
«Lavoro per una ditta di informatica e tengo corsi di informazione per programmi per pc. Viaggio spesso per l’Italia grazie al mio lavoro, per cui non ho molto tempo libero, ma comunque quando riesco a ritagliarmi degli spazi li dedico alla mia famiglia ed agli amici».
Qual è stato l’anno che ti ha sorpreso di più?
«L’anno in cui abbiamo ottenuto la promozione col Rovereto, dall’Eccellenza alla serie D, penso sia stato l’anno “rivelazione”, visto che c’erano molte squadre che miravano al primo posto in classifica, alcune anche potenzialmente più forti di noi».
Dopo tutti questi anni di calcio, cosa ti soddisfa, più di ogni altra?
«Beh sono contento del fatto che, nonostante abbia cambiato tante squadre, quasi tutte mi hanno poi ricontattato per tornare a far parte della loro “rosa”. Questo mi fa pensare di aver lasciato un segno positivo nelle varie società in cui ho militato».

LA SCHEDA DI MARCO MUNARI

Nome: Marco
Cognome: Munari
Soprannome: Airone, Mugnoz
Squadra: Rovereto
Ruolo: Attaccante
Numero di maglia: 9 (quando Memmo non mi da il 16)
Residenza: Rovereto
Data di nascita: 17 Febbraio 1974
Segno: Acquario
Altezza: 187 cm
Stato civile: Convivente
Squadra del cuore: Juventus
Idolo: Zidane
Hobby: Lettura
Canzone preferita: Avrai - Baglioni
Film preferito: Il Sesto Senso
Libro preferito: "L´ombra dello Scorpione", Stephen King
Piatto preferito: Lasagne al Forno
Sogno nel cassetto: Vincere al Superenalotto
Stagione migliore: Arco 2003/2004 (Vittoria Campionato Eccellenza e Coppa Italia Regionale)
Miglior partita giocata: Rovereto - Termeno (2001/2002 con goal all'incrocio al volo da fuori area)
Personaggio più importante incontrato in carriera: Quando ero nelle giovanili del Trento, in un'amichevole ho fatto goal da centrocampo a Toldo, che ai tempi giocava nella prima squadra in C1, poi ho avuto la fortuna di giocare con Fresi e contro molti atleti che sono diventati professionisti, tra cui Delpiero e Tacchinardi.

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