Seconda Categoria
venerdì 11 dicembre 2015
CALCIO
Lizzana: calcio all'ombra di Castel Dante
di Luca Andreazza

Here we go. Lizzana campione d'inverno. Braccato dalla favorita della vigilia Isera, spalleggiato a sua volta dal Besenello. A vista San Rocco, Vallarsa, Avio Calcio. Bolghera, Altipiani Calcio e Invicta. Sopramonte e Vigolana dietro la lavagna.

Lizzana, alle porte di Rovereto, è sempre stata una delle principali roccaforti della Vallagarina grazie alla sua posizione strategica. Il quartiere è sovrastato dal Sacrario monumentale di Castel Dante, ultimo riposo per ventimila combattenti in Trentino. L’edifico, eretto sui ruderi del Castello di Lizzana fra il 1933 e il 1937, accoglie soldati italiani, austriaci, cecoslovacchi e ungheresi, noti e ignoti. Tutti vegliati dalla Campana dei Caduti. Nel piano superiore si trovano l’altare e le tombe di Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Al piano terra, una lapide e una fiamma perenne ricordano le medaglie d’oro della Legione Trentina.

Questa settimana ci si concentra sulla regina d’inverno del Girone B di Seconda Categoria: il Lizzana.

da sx in piedi: Dirigente Versini Bruno - Versini Riccardo - Dezambotti - Pomarolli - Barozzi - Cattoi - Andreis - Dellagiacoma - Canal - Debiasi - allenatore Chiarotto - dirigente Bontadi; da sx in basso Farinati - Vettori - Zanolli - Torboli - Brussich - Tasini - Conti - Heidempergher
da sx in piedi: Dirigente Versini Bruno - Versini Riccardo - Dezambotti - Pomarolli - Barozzi - Cattoi - Andreis - Dellagiacoma - Canal - Debiasi - allenatore Chiarotto - dirigente Bontadi; da sx in basso Farinati - Vettori - Zanolli - Torboli - Brussich - Tasini - Conti - Heidempergher

Una storia comune a molte altre società del Trentino. Primavera 1948. Dall’altra parte dell’Oceano viene varato il Piano Marshall; alle nostre latitudini il Lizzana vede invece la luce e muove i primi passi nell’oratorio della frazione di Rovereto. L’arciprete don Giuseppe Pederzini mette a disposizione il piazzale e qualche locale per le riunioni e per il magazzino. I ragazzi di allora aggiungono tanto entusiasmo e tanta passione. Inizia così il racconto di oltre 60 anni della società giallorossa che nella prima ora della propria vita si ritrova a sfidare principalmente le formazioni della Vallagarina.

La società è attualmente presieduta da Ivano Cavazza, autentica leggenda in Lagarina e una vita spesa fra Lizzana e Rovereto in tutte le sue forme. Dopo una parentesi di due anni in Serie D come allenatore del blasonato Rovereto e come Presidente AIAC, Cavazza si divide da cinque anni a questa parte come allenatore e il difficile ruolo di presidente.

Una passione spesa direttamente sul campo fra scarpini e spogliatoio come giocatore e allenatore. Come ci si trova dall’altra parte della barricata?
«E’ un impegno molto importante. Il Lizzana è coordinato e gestito da un gruppo di persone e amici che dedicano il proprio tempo libero alla società. Lo scopo naturalmente è quello di permettere ai nostri tesserati, con particolare attenzione ai più giovani, di poter praticare sport in un ambiente amichevole e collaborativo. Il Lizzana è animato dal volontariato e dalla disponibilità di tante persone. Oggi poi non si può più improvvisare nulla. Le scadenze, la burocrazia e gli oneri sono davvero tanti. Un ringraziamento a tutti i collaboratori volontari, agli sponsor e alla Cassa Rurale di Lizzana che ci permettono di dare continuità e sicurezza alla nostra passione e organizzazione. Un grazie sincero al direttivo, oltre a me, composto da Giancarlo Barozzi, Paolo Dalla Bernardina, Evelin Cattoi, Fabio Melis, Rosarita Lasta, Piergiorgio Penasa, Loris Rosà, Cristina Zaltron e Antonella Zambelli.»

Oltre a presidente, ricopre anche il ruolo di allenatore. Cosa può dirci del settore giovanile?
«Il Lizzana si è proposto fin dalla fondazione nell’avvicinare i ragazzi del quartiere al calcio. Se i risultati sportivi non sono assillo, possiamo dirci molto soddisfatti delle nostre squadre. Questa stagione abbiamo circa 200 tesserati fra dirigenti, giocatori e tecnici nelle diverse categorie. In particolare mandiamo in campo due formazioni per i Piccoli Amici e per i Pulcini, quindi Esordienti, Giovanissimi e Allievi per il settore giovanile. Oltre alla Prima Squadra, abbiamo anche il Calcio a 5 in serie D.
Per quanto mi riguarda, da allenatore a tempo perso posso confidare una piccola curiosità e soddisfazione: la possibilità di allenare ora i nipotini di alcuni miei ex-giocatori.»

In questa stagione, avete chiuso il campionato d’andata in testa, davanti alla corazzata Isera e al Besenello, naturalmente si parla di Prima Categoria.
«Non nascondiamo questo desiderio. L’intento è di ritornare in Prima Categoria. Negli ultimi due anni abbiamo raggiunto piazzamenti importanti e affrontato i playoff. Siamo lì e ovviamente proviamo a vincere il campionato, ma quest’anno è un torneo più difficile e impegnativo. L’Isera è scesa dalla Prima ed è ben attrezzata; ma un po’ tutti nostri compagni di viaggio, in particolare Besenello e Vallarsa, hanno lavorato bene questa estate e si sono rinforzati. Un campionato equilibrato e al tempo stesso appassionante, ma l'appetito vien mangiando.»

Nel 2011 l’ultima esperienza in Prima Categoria. Come siete ripartiti?
«E’ stato difficile. Nel 2011/12 il Lizzana ha conosciuto una vera e propria rivoluzione. Una ripartenza da zero. Un cambio della guardia a livello di direttivo. Le prime due stagioni abbiamo preso le misure e ora la società ha tutte le carte in regola sia dal punto di vista economico-finanziario che sportivo. La maggior parte dei ragazzi presenti nella rosa della Seconda Categoria è cresciuta nel nostro vivaio; poi qualche elemento si aggrega principalmente per amicizia e per divertimento.
Grande merito di questi risultati positivi e la crescita dell’ultimo triennio è certamente del gruppo, ma merita una citazione particolare il nostro allenatore: Gianluca Chiarotto. Un allenatore molto bravo e preparato, capace di aggregare lo spogliatoio, motivare i ragazzi e portare brio alla società.»

La Vallagarina è terra di calcio. Collaborate con le società della zona?
«I rapporti con le altre società sono buoni, ma non abbiamo particolari sinergie in essere. La città dispone di un buon bacino e la competizione è davvero tanta, anche a livello giovanile. Negli ultimi anni ci siamo anche ritrovati fra presidenti per cercare di risollevare le sorti del nostro Rovereto, ma senza dare seguito e continuità alle proposte. I troppi impegni hanno bloccato un pò tutto.»

Organizzate tornei oppure eventi particolari?
«Il Lizzana partecipa ai vari tornei della Provincia di Trento, mentre organizziamo il Trofeo per l'indimenticato Capitano Carlo Vigagni per la Categoria Pulcini; il Trofeo Gianvito Simoncelli, il Trofeo Zaratin e il Trofeo Fair Play per i Piccoli Amici. Per concludere, vorrei ricordare ancora una volta un ragazzo umile e sorridente che è venuto a mancare da poco tempo: Stefano Brida, giocatore diviso fra Serie C1, Serie C2 e Serie D fra Rovereto, Chievo e Brembillese. E l’invito a tutti: se ci sono problemi, piccoli o grandi, non ci si isoli, ma si faccia squadra per superare le difficoltà poiché questo ci insegna lo sport e GIOCARE A CALCIO E’ BELLO!»

Scopri la rosa del Lizzana

Girone A: la Classifica
Girone B: la Classifica
Girone C: la Classifica
Girone D: la Classifica

Sommario
04.12.2015: Ledrense
28.11.2015: FC Adige
21.11.2015: ASD Cauriol
14.11.2015: Avio Calcio
07.11.2015: SSD Bagolino
31.10.2015: Alta Anaunia
24.10.2015: Audace Caldonazzo
17.10.2015: Altipiani Calcio
10.10.2015: Alta Giudicarie

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